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Irene Veschi. Opere forti, di contrasti ed emozioni

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Le radiografie sostituiscono la tela per raccontare storie andando oltre la superficie
Testo Isabella Zaffarami

Radiografie: oggetti che quasi mai entrano nella nostra vita in modo piacevole, oggetti che teniamo chiusi nei cassetti, che tendiamo a dimenticare, che difficilmente associamo a qualcosa di bello. Irene Veschi ne ha fatto il suo quid artistico. Le lastre, con lei, diventano opere d’arte che sono in grado di raccontare storie e persone andando oltre la superficie. Di Narni, classe 1972, laureata all’Accademia di belle Arti di Perugia in Pittura, ha iniziato nel cinema, lavorando come assistente scenografa. Dal 2001 al 2005 ha lavorato nello studio di animazione Crayons e qui ha firmato il suo primo lungometraggio in stop motion come costumista nel film” Kate la bisbetica domata”. Le sue opere su lastre radiografiche sono state esposte, tra l’altro, al Macro di Roma, al Pedrocchi di Padova, al museo Crocetti di Roma. Questo dicembre partecipa all’importante evento “Il Natale dei 100 alberi d’autore” di Sergio Valente a palazzo Brancaccio di Roma.




Irene cosa o chi ha inciso di più sulla tua formazione artistica?
Certamente moltissimo hanno fatto gli insegnanti che ho avuto la fortuna e il privilegio di avere in Accademia, in particolare Giorgio Ascani, meglio conosciuto come Nuvolo, Bruno Corà, Bruno Marcelloni, Sauro Cardinali, Arnaldo Blasetti. Molto devo comunque anche a me stessa: sono stata infatti la prima a credere in me e oggi posso dire che ne vado fiera e ne raccolgo i risultati.





“Dalla casualità delle forme mi piace generare nuove armonie oppure contrasti che richiamano grandi opere d’autore o che raccontano emozioni e storie di donne e uomini”






Come hai iniziato a creare opere con le lastre radiografiche?

In tutto il mio percorso artistico ho sempre studiato e sperimentato tanto, soprattutto per quanto riguarda i materiali. Dalla tela alla carta alla plastica, ho testato diverse possibilità senza però arrivare a qualcosa che mi soddisfacesse del tutto. Un cambiamento forte c’è stato dopo che ho avuto mio figlio Flavio, 12 anni fa. Questo evento mi ha portato a crescere come donna e come artista, mi ha donato maggiore consapevolezza e una grande sensibilità. Un giorno, per caso, mi è capitata in mano la lastra dei miei seni e guardandola mi è venuta l’idea: quella radiografia è stata la prima che ho trasformato in opera.




E non ti limiti a dipingere le radiografie, giusto?
No in realtà nella gran parte dei casi non utilizzo neanche il pennello. Lavoro e dipingo con le mani e utilizzando la lastra stessa, ci gioco e manipolandola cerco nuove ispirazioni, la taglio, la strappo, stacco e riattacco delle parti. Dalla casualità delle forme mi piace generare nuove armonie oppure forti contrasti che vibrano tra i colori dando vita ad emozioni potenti. Prendo ispirazione dal-la vita e dall’arte, per questo nelle mie creazioni racconto storie di donne e uomini e inserisco, a volte anche inconsapevolmente, richiami a grandi opere d’autore. Sempre più spesso mi capita di realizzare opere su commissione partendo da radiografie che sono proprio i committenti a portarmi perché per loro hanno un significato particolare. Mi piace tra l’altro l’idea di utilizzare, e quindi ridare senso e vita, a un oggetto che altrimenti costituirebbe un rifiuto indifferenziato e anche altamente inquinante: grazie all’arte diventerà per sempre prezioso.


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Per info:
IRENE VESCHI
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - T. 3472490345
FB: Artista Irene Veschi - IG: @artistaveschi
Irene Veschi. Opere forti, di contrasti ed emozioni
   
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Isabella Zaffarami

Moglie e mamma, prova a fare anche la giornalista. Molto curiosa, abbastanza coraggiosa e un po’ capricciosa. È spesso in ritardo, ma solo perché odia aspettare. Ama il giallo, le margherite, il mare e il tiramisù. Un tempo amava dormire fino a tardi, oggi ama andare a letto presto. Ama la sua città, Todi. Ama le parole, quelle già scritte e quelle ancora da scrivere.